Immagine

Era più facile (quando si potevano mangiare anche le fragole? ma che vuol dire?)

IMG_20140615_102932Dieci anni fa era più facile.

Dieci anni fa era tutto chiaro, era tutto semplice, era tutto bianco o nero.

Era tutto estremi e tinte forti.

Dieci anni fa io lo sapevo qual era il mio libro preferito. Qual era il mio gruppo preferito.

Non avevo nessun dubbio e nessun intruso scalzava i prescelti dal podio. Il libro era “La schiuma dei giorni” di Boris Vian, il gruppo erano i Morphine.

 

Leggevo e ascoltavo altro, ma il mio cuore era limpido e fermo nella sua predilezione.

Poi rilessi “Il maestro e Margherita”, Michail Bulgakov, una volta di troppo (la sesta?) e il mio amore per Vian vacillò. E allora iniziai a dire che avevo due libri preferiti, che è un po’ come quando sei piccolo e ti chiedono se vuoi più bene alla mamma o al papà e tu ti confondi e non vuoi fare una scelta così spaventosa e così dici “Tuttiedue” e odi con foga chi ti ha fatto la domanda.

Credo che sia stato lì che il mio mondo in bianco e nero si incrinò.

Al momento vivo in scala di grigi perenne. Che detto così è molto crepuscolare, diciamo allora che vivo immersa nelle sfumature. Che fa puzzette arcobaleno di unicorno, e allora diciamo quel che ci pare, facciamo che vivo in un mondo multicolore e fluido e chiudiamo qua con le immagini.

Continuo ad amare “La schiuma dei giorni” e “Il maestro e Margherita” di un amore assoluto che mi spinge a perdere copie su copie di questi due libri in prestiti, relazioni finite e regali imprevisti. A differenza di altri libri, se la persona a cui li ho prestati li restituisce con segni evidenti di lettura, la cosa mi riempie di gioia e penso che bello, guarda com’è vissuto questo libro, guarda quante persone l’hanno preso in mano e sperabilmente amato (ma certo che sì, ma come fai a non amare un libro così), com’è stato meraviglioso che questa sola copia abbia regalato una storia così bella a così tante persone.

Certo, provate a farlo con la mia copia de “La storia infinita”, Michael Ende, e non vi presterò mai più nulla. E comunque non sottolineate i miei libri, neanche i due preferiti.

Però questa necessità di avere un podio, una rosa di preferiti mi è rimasta. Al momento sono arrivata, diciamo, a cinque. Li ho divisi in tre categorie, perché così almeno all’interno delle categorie posso avere un numero sensato di preferiti. Vivo nelle sfumature, ma come ho già detto ho cinque anni e mezzo.

Due sono i libri che rileggerei sempre, per sempre: loro, i preferiti originali.

Due sono i libri che mi hanno fatto dire “WOOOOOO BOMBA, questo sì che è il libro che mi cambierà” e infatti così è stato: “L’anno del giardiniere” di Karel Čapek (nel 2008) e “La vita davanti a sé” di Romain Gary (nel 2013).

Uno è il libro che non voglio che smetta di riempirmi di meraviglia e bellezza e quindi non lo finisco, da oltre cinque anni: “Anna Karenina”, che come sa anche il mio gatto è stato scritto quel vecchio bisbetico di Lev Tolstoj.

Mi è venuta la tentazione di estendere il discorso con le menzioni speciali (“Il signore degli anelli”! dove lo mettiamo?!), ma poi diventa davvero lunga e null’altro che l’elenco di metà dei libri che ho letto.

Ho un’idea migliore. Se qualcun* passa di qua a leggere questi blateramenti, mi piacerebbe un sacco che mi dicesse quali sono i suoi libri preferiti se ne ha; oppure che, costrett* con la forza a scegliere due o tre libri da consigliare a qualcuno (me), si esprimesse a riguardo.

Dài dài dài.

 

Annunci

5 thoughts on “Era più facile (quando si potevano mangiare anche le fragole? ma che vuol dire?)

  1. Non necessariamente i libri piú belli che io abbia letto, ma i libri del quore:

    – Heinrich Böll, Foto di gruppo con signora
    – Jonathan Coe, La banda dei brocchi
    – Christopher Isherwood, Addio a Berlino
    – Jerome K. Jerome, Tre uomini in barca
    – Ian McEwan, Espiazione
    – Cesare Pavese, Paesi tuoi
    – Emilio Rigatti, La strada per Istanbul

    Ma abbiamo gusti profondamente diversi (sai cosa penso di Boris Vian), quindi non te li coniglio.

    1. ne approvo almeno tre. Böll sempre forever nel mondo, Coe pure anche se ho preferito molto, molto di più La casa del sonno e Jerome K. Jerome gli voglio proprio bene.
      Isherwood mi hai prestato Un uomo solo e io ci ho provato, ma non ce l’ho fatta.
      McEwan non capisco davvero come faccia a pubblicare, ma magari ho letto il libro sbagliato (Bambini nel tempo).
      riguardo a Pavese continuo a farmi insultare da stranieri e non piemontesi per non averlo letto (ma recupererò) e Rigatti non so chi sia. va in giro in bici, dice l’internet. questo è un colpo basso. /me va a piangere la sua bicicletta perduta (ma poi leggerò il libro).

      1. Scusami, non pensavo alla tua vélo volè. Rigatti (anda)va in bicicletta con Altan (Altan) e poi pubblica(va) il diario di viaggio. Pavese recuperalo. Io Bambini nel tempo non l’ho capito, McEwan molto meglio nei raccontini perversi di gioventú e nei romanzi piú maturi (esclusi gli ultimissimi). Di Isherwood devo essere l’unico fan eterosessuale, e se tu leggessi adesso le prime trenta pagine di Un uomo solo piangeresti per giorni come una fontana. Dei romanzi di Coe ti scriverei quali mi sono piaciuti e quali non tanto, ma sarebbe la terza volta che abbiamo la stessa blog-conversazione su Coe, mo’ basta.

  2. io me ne infischio di commentare il post estivo in pieno autunno, è troppo ghiotto.
    io cambiavo un libro preferito al mese, poi una decina di anni fa mi hanno prestato “L’immortalità” di Kundera. Che è un Adelphi grosso e con la copertina rossomattone orrenda, che fa il paio col titolo ed ha in tutto e per tutto l’aspetto del mattonazzo che ti ucciderà di noia.

    Beh quel libro mi ha sconvolta, in parte perché credevo di essere l’unico essere al mondo a farsi certe menate mentali, in parte per come è scritto, in parte per quanto bene funziona nonostante interruzioni, pause, storie che infilano la tange e sopratutto una linea temporale completamente sottosopra.
    Non ho mai più trovato così bello un libro nuovo.

    1. Estate? Quale estate? (“Gobba? Quale gobba?”)
      Qua la temperatura è stabile sui 16°C da maggio, quindi non ci formalizzeremo 🙂
      Di Kundera ho sempre avuto molta paura, ma forse sarebbe il caso di passare anche io nella schiera di quelli che l’hanno mai letto (cit. http://youtu.be/j-153SuP6iI).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...