On y va à le cinèma

Negli ultimi anni non sono andata molto al cinema. C’era sempre troppo altro da fare, e il tempo era sempre troppo bello, e poi i film che guardo io che du’ palle, e così, alla fine, avrò visto dieci film al cinema in quattro anni.

Da quando sono qua, invece, spesso il fine settimana non c’ho un cazzo da fare ho un sacco di tempo libero.
E ho riscoperto il cinematografo.
E il lusso incredibile di andare al cinema da sola.
Che lo so, fa tanto zitella triste.
Ma è bellissimo.

Per esempio, ha l’innegabile vantaggio che nessuno (che conosco) mi vede saltare sulla sedia se improvvisamente salta fuori qualcosa dallo schermo e io mi spavento, e poi mi percula.

“Ogni modo”, come diceva mio nonno, la scorsa settimana c’erano un sacco di film in programmazione che mi interessavano, in più qua li tengono in cartellone tipo dieci settimane (e questo permette persino a una perditrice seriale di film come me di farcela), poi c’era la Fête du cinéma, fatto sta che mi sono sparata quattro film in quattro giorni.

Il tutto perché avevo visto che era uscito La storia della principessa Kaguya. Un’altra cosa bella è che qua i film li danno in lingua originale con i sottotitoli. Così posso vantarmi di vedere film giapponesi con i sottotitoli in francese.
Vuoi mettere.

Comunque, poiché – come è già stato detto – sono una cialtrona, alla fine non ho (ancora) visto La storia della principessa Kaguya perché c’erano anche altri film che ho scoperto di voler vedere e che erano per me di più facile comprensione (il mio francese fa sempre schifo e il mio giapponese non è meglio).

Segue lista dei film che ho visto e opinione ridicola a riguardo, poiché la mia capacità di recensione è limitata alle opzioni: “mi è piaciuto” e “io non lo volevo”.

the-zero-theorem-terry-gilliam

Questo è di Terry Gilliam. Quindi c’è un futuro distopico, gente nevrotica e affarini steampunk.
A me è piaciuto, ma a me piacciono gli affarini steampunk e i film che non si capiscono e questo rientra perfettamente nella categoria “Non ho capito una banana”. Tanto per cambiare, è un film di Terry Gilliam in cui il finale ti lascia perplesso, quindi se vi piacciono film lineari con finali chiari e cristallini lasciate perdere.
In ogni caso, il protagonista ad un certo punto ha ha una tutina bellissima.

under-the-skinQuesto, dopo dieci minuti che lo guardavo, mi è venuto il dubbio che forse la storia la conoscevo. E infatti: è preso da Sotto la pelle di Michael Faber, che è una bomba e se non l’avete mai letto leggetelo, così come qualsiasi altra cosa che quest’uomo ha scritto.
E’ un film oscuro, disturbante, con una colonna sonora della madonna, ma angosciante così come il resto del film.
Anche in questo caso rientriamo in categoria “Non ho capito una banana”. Il regista (Jonathan Glazer) è stato un regista di video musicali, e si vede. Il film funziona in effetti come un lunghissimo video musicale della madonna di una colonna sonora della madonna, che però, se non conoscete la storia avendo letto il libro, non si capisce o si intuisce molto poco.
Leggete il libro.
Poi guardate il film.
Se anche voi amate i film “Non ho capito una banana” apprezzerete di sicuro.
Comunque, e lo dico per gli interessati, lei non è nuda quasi mai.

come-il-vento

Un po’ provata da due film “Non ho capito una banana”, mi sono lanciata sull’altra categoria che sempre mi dà grandi soddisfazioni, ovvero i film “Ho pianto parecchio”. I film italiani degli ultimi anni o sono inutili, o sono chiodi, o sono di Sorrentino (il film di Pif non l’ho ancora visto).
Questo è un chiodo.
Gente che ne sa più di me ha criticato l’approccio un po’ troppo volemosebbene alla figura di Armida Miserere, io non ho grandi opinioni a riguardo.
Alla fin fine il film è forse un po’ troppo sentimentale, però Valeria Golino, ammettiamolo, è brava.
O forse è solo la mancanza dell’Italia che mi fa ‘st’effetto, datemi sei mesi di tempo e finisco a guardare i film di Vanzina.

Edge_of_Tomorrow_Poster

… che va bene l’amore per i film chiodo, ma dopo tre su tre film seri o considerati tali avevo bisogno di ignoranza. Al pomodorometro aveva 90% e mi sono fidata.
Poi avevo bisogno di esplosioni.
E l’ho pure visto in 3D.
Allora, ‘sto film è il praticamente il remake di E’ già ieri, che è il remake di Ricomincio da capo, che sarà il remake di qualcos’altro, insomma, la storia “Live. Die. Repeat” non è che sia tutta ‘sta novità.
Però qua lo fanno con più esplosioni, più alieni, e più esoscheletri.
Sentite, figo è figo. E’ un film di esplosioni e mantiene quel che promette.
Però il finale, il finale, il finale PERCHE’.
Forse da chiodofila speravo in più sfiga.

Forse domani vado a vedere il film in giapponese sottotitolato in francese. Dopo tutto ‘sto pippone mi sa che è ormai un dovere morale.

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4 thoughts on “On y va à le cinèma

  1. Dalla pagina IMDb su Under the Skin:
    Q- Does the plot of the film follow the book closely?
    A- Just some scenes and a different ending.

    “Just some scenes”, certo (ed è pieno di commenti di gente attratta dal tag “female nudity” che del film non ha capito gnente).
    Azzardo un giudizio che non condividerai: film > libro.

    1. Il film è mondiale, però io ho letto il libro prima, indi per cui libro > film.
      C’è da dire, comunque, che è più “liberamente ispirato a” che “tratto da”…

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