Unicornicité

Fino a non troppo tempo fa avevo un unicorno.
E’ molto bello avere un unicorno, sapete? Insieme all’unicorno avevo anche un paio di gatti ciccioni, di cui allego foto.

ciccioni

E’ molto bello strucugnare un gatto ciccione. Tipicamente lo vogliono, a parte se provi a baciarli e allora non lo vogliono per niente, ma a noi non interessa e li baceremo lo stesso.

Il mio unicorno mi è stato recapitato a casa durante una festa gay, lui ha pensato che io fossi lesbica, io ho pensato che lui fosse Il Solito Eterosessuale Che Viene A Provarci Alle Feste Gay ed avevamo torto entrambi.
Fino a non troppo tempo fa avevo una splendida storia su “Ecco come ci siamo conosciuti.”
Io e il mio unicorno abbiamo fatto un sacco di cose insieme, ci siamo divertiti e ci siamo amati. Io gli ho cucinato un sacco di cibi buoni (diceva lui) e lui mi ha svegliato ogni mattina per quattro anni riuscendo a resistere all’impulso di farlo con una secchiata d’acqua gelata – fortunatamente l’ice bucket challenge è diventato virale dopo che ho smesso di avere un unicorno.

Durante questi quattro anni siamo cresciuti e siamo cambiati, e gli ingranaggi forniti di cornetto sulla fronte che sembravano perfettamente oliati e funzionali al benessere di entrambi hanno iniziato ad incepparsi. Abbiamo provato a sistemarli a colpi di cornetto e arcobaleni, ma ad un certo punto ci siamo accorti che insistendo ancora avremmo solo distrutto quel povero ingranaggio, che non si poteva aggiustare a meno di rinunciare ad una buona fetta della nostra felicità, reciproca ma non solo.
E per quanto amassi l’unicorno e lui amasse me e per quanto amassimo la nostra vita insieme, abbiamo amato noi stessi e i nostri futuri separati, forse più felici, un po’ di più.
Non volevamo che tutta la nostra unicornicité si spegnesse, diventando una di quelle coppie che sta insieme per procura, perché a quest’età ormai che vuoi fare, o ti lasci o ti sposi, insomma siete stati insieme tutto questo tempo uno sforzo, un compromesso, un po’ meno egoismo potevate trovarlo.

No, grazie. Gli unicorni meritano di meglio.

“A casa
A casa sono rimaste le sue ciabattine di spugna.
Gliele avevo comprate per non farla camminare scalza
E dimenticava sempre di portarle.

Oggi ho preso una busta gialla e ce ne ho messo dentro una delle due.
Francobolli prioritari e domani sarà da lei.
Apprezzerà, in fondo è giusto che abbia la metà delle nostre cose.
Non eravamo sposati, non vivevamo insieme
Ma il nostro amore non merita rancori nè stupide rivalse.
Sono ferito dall’abbandono, ma quel che giusto è giusto,
E una pantofola a testa sarà un bel ricordo per entrambi.
Un ricordo dell’amore sconfitto marca Defonseca.”

Ho fatto una lista di tutte le cose che voglio ricordare di te.
E’ molto bella e molto lunga. E, decisamente, è e rimarrà molto privata –:8)

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