I’ve never been so insulted in all of my life – You say confidence is a hell you cannot bear And I say give me mine back and go there, For all I care

Primo pensiero

Ho letto Il senso di Smilla per la neve molti anni fa.
Credo sua stato il primo thriller nordico che mi sia capitato per le mani.
Ad un certo punto Smilla confessa: “Ho un debole per i perdenti. Invalidi, stranieri, il cicciobombo della classe, quello con cui non balla mai nessuno. Il mio cuore batte per loro. Forse perché ho sempre saputo che in qualche modo non cesserò mai di essere una di loro“.
In una delle mie riletture, quando ormai non ero più la ragazzina sfigata che veste magliette nere XXL per nascondere il proprio corpo che la sta tradendo diventando così odiosamente femminile, mi sono imbattuta in questa frase, che a tutt’oggi è forse ciò che mi è rimasto più impresso del libro. Ero una freak, e tale son rimasta, sotto una scorza neanche troppo spessa.

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Whoa Gone Girl

Sono tornata a casa adesso, ho appena visto Gone Girl in una sala da 60 poltrone, schiacciata come in una scatola di sardine tra un gruppo di quattro persone e una coppia scazzata.

Andate a vederlo.

Maledite i distributori italiani e andate a vederlo.

Soprassedete a Ben Affleck trasformatosi in un quarto di bue, non fatevi spaventare dalle due ore e mezza di film, lasciate a casa lo snob che c’è in voi e che potrebbe sussurrare “Eh ma è un film ammerigano della Fox” (ok, forse solo io ce l’ho, lo snob interiore – e pure abbondantemente esteriore).

Whoa.

It finally happened: il film giapponese con sottotitoli in francese

Questa sera mi sono vestita con un vestito nuovo che non avevo ancora indossato.

Ho messo il mio rossetto scuro preferito.

Ho messo l’eyeliner in un modo disdicevole, ho messo persino un fondotinta vero.

Ho, addirittura!, dato un senso a questa specie di criniera che mi cresce in testa, nonostante l’incapacità francese di farmi un taglio di capelli decente, o anche sono un taglio di capelli propriamente detto (l’argomento “taglio di capelli inutile, costoso e poco professionale” è stato sviscerato con chiunque mi venisse a tiro nell’ultima settimana esordendo con “Ho tagliato i capelli, hai visto? No? Be’, neanche io“, magari qua evito, va’).

Quindi, sono uscita e sono andata al cinema, zompettando sulle mie scarpette blu con i pesciolini (no, davvero).

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Everybody LAS’ME STE’

Breve aggiornamento, ché su queste menate non mi va neanche di perderci troppo tempo:

– Due domeniche fa mi arrivano CINQUE chiamate da un numero sconosciuto, alle 9 di mattina, a cui non rispondo. Mi lasciano due messaggi in segreteria di cui non si capisce nulla. Mi arriva il seguente messaggio: “good morning chère cousine . je t ai reconnu à la derniere seconde . si tu veux viens prendreun verre chez moi mardi vers 18h . si cela t interesse donne ma ta réponse . je m entraine pour la defì inter entreprise et la transquar . bonjour à tous .” Rispondo “Who the fuck gave you my number?” e non ottengo risposta. Smette di chiamare.

– Due mattine fa, mentre vado a lavorare, sento una presenza sulle scale mobili attaccato (non “accanto”, “attaccato” proprio) a me. Un tizio mi parla. Mi giro. E’ lo stesso che mi ha attaccato il pippone sulla metro per poi chiedermi il mio numero. Mi chiede qualcosa, io non lo ascolto faccio finta di non capire e gli dico, in italiano, “Mi spiace, non capisco, non parlo francese”. Il volpone insiste. Io temo mi abbia riconoscuta e mi stia ammorbando, così valuto di prendere la metro nell’altra direzione per una fermata per sperare di non andare in metro con lui. Lui continua a parlare mentre io faccio la scena “Io povera italiana io no parla tua lingua”. Insiste. Io dico in inglese “Senti, mi spiace, devo andare a lavorare, tante care cose, ciao” e mi allontano, fingendo di non averlo riconosciuto.
Andrò all’inferno.
Sicuro.
Magari è una brava persona. Magari aveva davvero bisogno di informazioni. Lo spero proprio, perché spero così fili dritto in paradiso e nelle fiamme eterne a cui sono destinata avrò almeno la certezza di non doverlo più incrociare. Razza di rompicoglioni.