IMPRESSIONI DI UN DICEMBRE ESTIVO – BRASILE VOL. II

di viaggi aerei, noia, noia, noia e film

la prima puntata, in cui si spiega cosa sono ‘sti post numerati, è qua

Il mio primo viaggio aereo è stato a sedici anni per una vacanza studio in Inghilterra (durante la quale non ho assolutamente migliorato il mio inglese né tantomeno ho limonato come sarebbe d’obbligo), e al ritorno non so bene cosa sia successo all’aereo – probabilmente nulla di che – ma ballava tutto, andava veloce e avevo un sacco di paura.

Ci ho messo sei anni per volare di nuovo.
Ma tanto non avevo i soldi per farlo né il motivo.

In ogni caso, per la fortunata serie Come si cambia (per non moriiiiire), da marzo a oggi ho preso venti aerei. [si dice “aerei”? Non dovrebbe essere come “frigo” che al plurale non va?]
Due di questi sono stati gli intercontinentali da Parigi a San Paolo e ritorno.
Non avevo mai preso un intercontinentale.
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Impressioni di un dicembre estivo – Brasile vol. I

introduzione ad un progetto (quanta professionalità…) che non so se riuscirò a finire

La scorsa settimana ho compiuto gli anni.

TRENTA.

Trent’anni sono un traguardo, la prima cifra tonda importante – i venti non contano perché i diciotto sono troppo vicini -, è quell’età in cui il 95% dei tuoi compagni di classe delle medie si sono sposati o hanno figliato o entrambe le cose (il 5% sei tu, che quando i parenti chiedono “E tu quando ti sposi?” ti fingi morta come un opossum).
A trent’anni ti trovi a confrontarti con le tue scelte, a fare un bilancio, l’orologio biologico ticchetta…

… MAPPERFAVORE.

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