Impressioni di un dicembre estivo – Brasile vol. V

l’angolo dell’ingordo: troppi gamberetti e tutto il cibo strano che ho provato

Quel che succede a cuocere una banana nell'acqua del rubinetto, in una pentola d'alluminio (non mi venivano in mente canzoni sul cibo)

Quel che succede a cuocere una banana nell’acqua del rubinetto, in una pentola d’alluminio. Foto da un allibito cellulare (non mi venivano in mente canzoni sul cibo)

Perché usi l’acqua del rubinetto per cucinare?
Ma soprattutto, perché mai cuoci una banana?
Questo e molto altro nella lista di quel che ho ingurgitato.

Verdure e frutta

Bisogna fare una premessa: siamo finiti in una zona sfigata del Brasile per quel che riguarda i frutti della terra: fa troppo caldo e troppo umido per coltivare decentemente qualcosa. Inoltre, non so se per evoluzione convergente o come conseguenza, i maceiesi non amano mangiare frutta e verdura. Il risultato è una scelta di roba verde piuttosto limitata. Abbiamo comunque trovato:

  • almeiraõ: prima l’ho comprato, poi ho deciso di condirci la pasta, poi siamo riusciti a capire cosa fosse: cicoria;
  • maxixe: una specie di cetriolo leggermente più amaro, con degli aculei verdi morbidi (giuro), che sembra un po’ il frutto dell’ippocastano, un po’ il frutto del cocomero asinino, un po’ il frutto della datura, ma a differenza di tutti questi non è tossico;
  • quiabo: una roba stranissima che non ha equivalenti sul mercato italiano. E’ conosciuto anche come gombo o okra. E’ un frutto lungo a sezione pentagonale pieno di semi morbidi, incredibilmente insapore crudo, piuttosto viscido quando cotto. Appartiene alla famiglia degli ibischi. Non sa di niente, la seduta è tolta;
  • jiló: una mini-melanzana, mi è stato riferito che sia buono: io l’ho visto il primo giorno, non l’ho comprato e non l’ho mai più visto, ma ha un nome troppo carino per non includerlo;
  • mango (manga): lo sapete cosa sia, è buonissimo, ne hanno diverse varietà;
  • papaia: non molto più saporita di quelle che avevo mangiato in Europa;
  • le banane: lo so che ci sono anche in Europa. Leggi sotto lo stesso.
Le banane

Le banane sono state una delusione, a partire dal primo giorno. Questo perché sono un’impaziente e prima compro il cibo, poi mi chiedo che cosa sia e cosa posso farci (alle volte con frustrazione immensa, vedi La Disavventura dell’Amaranto o Le Traversie della Rutabaga).
Il primo giorno vado nel supermercato, vedo delle banane lunghe dieci centimetri, delibero all’unanimità che siano quelle bananine dolci di cui tutti quelli che sono stati ai tropici parlano e le compriamo. Il mattino dopo ne addento una a colazione. Il Russo mi chiede, sorridendo: “Com’è?”. Forse sono riuscita ad articolare a bocca chiusa qualcosa come “MPH.”
Credo che neanche addentare una mela cotogna acerba provochi un tale allappamento, non riuscivo neanche a masticare.
A seguito di indagini presso gli autoctoni, è risultato essere una banana chiamata banana-maçã (banana mela), che viene data ai bambini (“Per farli tacere?”) schiacciata con la forchetta. Effettivamente riducendola a purè diventava commestibile, ma il gusto non è diverso dalla solita Cavendish.
Il solito autoctono ci ha spiegato che le banane più buone sono delle “banane dalle estremità allungate” (banana-da-terra), che vanno bollite finché all’interno non diventano giallo intenso.

Ecco perché ho fatto bollire una banana.

Il disappunto.
Sapeva di fave.
Una delusione immensa.
A questo punto ci siamo dichiarati sconfitti e abbiamo optato per le solite Cavendish.
L’ultimo colpo di coda dell’entusiasmo bananario è stato ordinare le banane come verdura: le servono insieme al cavolo saltato in padella o alla carne, talvolta impanate e fritte (“banana a la milanesa”). Sono dolci. Tanto dolci. Nonostante i geni piemontesi e un buon allenamento con il fritto misto (il quale include almeno semolino dolce fritto, amaretti, mele), la banana fritta con la carne non mi ha convinto del tutto.

Pesce e crostacei

Tra le povere bestie pescate dal Russo e quindi mangiate, troviamo: il muggine, il carango cavallo, un pesce di nome Batata (patata) e il barracuda. Dopo un’indagine su Google dove abbiamo scoperto che il barracuda può essere tossico, l’abbiamo mangiato lo stesso e siamo ancora vivi.
Tra le povere bestie non pescate dal Russo, ma mangiate ugualmente: il wahoo (che ha un nome bellissimo), e il salmone. Il samone l’abbiamo mangiato crudo e cotto in una specie di crespella di tapioca, chiamata funí, in un locale self service dove i camerieri erano (gentilerrimi ♥) in costume tipico e che si chiama “Bodega do Sertão“. Il funí era buonissimo e l’ho mangiato canterellando EEEEEH AH-AAAAH! VIVA CANGACEIRO UOUOUAH perché sono un jukebox semovente e non ho alcun senso del decoro a riguardo.
Per la gioia mia e di Jorge Amado abbiamo provato il vatapá (una specie di semolino a base di pesce, cocco e olio di palma), il caldo de sururu (una zuppina di molluschi, cocco e olio di palma), la casquiña di sirí (un granchio ripieno di se stesso, immagino cotto in olio di palma pure lui).
Le aragoste stanno in una categoria a parte, ma abbiamo mangiato pure quelle.
E poi gamberetti. Gamberetti fritti, gamberetti in pastella, gamberetti impanati, gamberetti all’aglio, gamberetti decorativi. Gamberetti ovunque. Non datemene più per un po’, per piacere.
Insomma, abbiamo sterminato interi ecosistemi acquatici.

Carne

Per non escludere alcun animale dalla nostra dieta, non ci siamo limitati al regno acquatico. Una cosa che i brasiliani infilano un po’ dovunque è il pollo, che chiamano frango (questa cosa mi delizia). Dovunque significa: anche sulla pizza (come gli spagnoli, del resto).
Il pollo è pollo – niente di nuovo. Ho apprezzato molto di più la carne-de-sol, carne essicata e messa a seccare al sole che poi viene grigliata (mai indagare sulle norme igieniche se tanto poi viene servito cotto). Era buonissima. Ma proprio tanto. Se devo mangiare carne, voglio mangiare solo questa e vetrificarmi le arterie con l’eccesso di cloruro di sodio.

Improbabile lettore vegano: scusami. In genere la mia dieta include molte meno bestie, ma mi adatto alle circostanze.

Riso

Il riso è un contorno. Non so che varietà sia, ma è allungato e tondeggiante, non si incolla (che fosse tutto parboiled?) ed è abbastanza insapore. Lo so che l’ho già detto. E ricordate che amo il tofu.

Fagioli

Un altro contorno. Fagioli come se piovessero. Neri, asciutti, serviti con burro chiarificato e farinha, oppure in feijoada.

Fariña

“Farinha” sta per “farinha de mandioca”. Sono fiocchetti di manioca amara, che è tossica e per essere mangiata deve essere trattata. Wikipedia dice sia insapore. Wikipedia sbaglia: non è insapore, ma è molto delicata. Mangiarla a cucchiaiate non è proprio consigliabile, in quanto produce lo stesso effetto di masticare della farina di cocco essicato: essicazione della cavità orale istantanea. Aggiunta virtualmente a TUTTO si lega, in modo per me stupefacente, con i gusti presenti. Non mi è chiaro se si possa ottenere anche dalla manioca dolce (non tossica).

Bevande

In Brasile faceva caldo e quindi bisognava idratarsi. Giammai l’acqua del rubinetto. Al supermercato si potevano trovare bottiglie di acqua da un litro e mezzo, da mezzo litro e in bicchieri da 300ml, i quali hanno un coperchio in alluminio come i vasetti dello yogurt (molto popolari fra i giovini). Alternativamente, signori in bicicletta possono portarti a casa bottiglioni da dieci/quindici litri.
Ma perché bere acqua quando puoi bere birra? A Maceió si beve molta birra, è la bevanda dei Veri Uomini. Interrogato sulla possibilità di portare vino ad un barbecue, il solito autoctono ha risposto “Il vino è per le donne.”
Il vino, comunque, costa una fucilata.
Alternativamente, ma i Veri Uomoni berranno più volentieri della birra (della semplice Lager), si possono bere caipirinha, caipiroska o cocktail preparati in un ananas svuotato e riempito di ghiaccio, cachaça o vodka e latte condensato.
Se non vuoi nulla di tutto ciò, puoi ancora bere succhi di frutta o l’acqua contenuta nel cocco verde e, se vuoi, mangiarne poi la polpa. Al terzo cocco (non consecutivo) mi sono saturata.

Per il cliché “italiano che va all’estero e si lamenta del caffè”: un giorno, per far passare il tempo durante un acquazzone di proporzioni epiche, rifugiata nel bar di una stazione di servizio, ho ordinato un cappuccino. Pregusto quella cosa che stanno bevendo i miei vicini di tavolino (e che somiglia molto ad un cappuccino). Invece mi arriva un liquido spaventoso in un bicchiere di polistirolo, marroncino, senza schiuma e già zuccherato.
“Scusi, ma è un cappuccino?”
“Sì”
Ovvove. Imbevibile. Non so che cosa fosse. Non ordinerò un “cappuccino” mai più, mi limiterò ad indicare a gesti quel che stanno bevendo gli altri.

Snack

Vuoi non mangiucchiare qualcosa mentre bevi birra bionda gelata all day long? Oltre ai gamberetti fritti e al frango in pastella, puoi lanciarti su altre cose notevoli:

  • sfoglie formato A5 ripiene di formaggio o il sempiterno pollo;
  • imitazioni dei formaggi italiani chiamate allo stesso modo;
  • pane ripieno di una salsa al formaggio e aglio, servito grigliato;
  • acarajé più o meno farcito, l’unico che ho mangiato sapeva di polenta fritta e invece è fatto di fagioli;
  • formaggio fresco a pasta soda arrostito su carboni portatili da dei bambini sulla spiaggia (mi è stato offerto, era molto buono, ma il fatto che ci fosse un bambino a prepararlo mi ha disturbato tantissimo);
  • pescetti interi fritti;
  • uova sode di quaglia;
  • anacardi tostati e salati.
Il pane

No, il pane era tremendo, troppo soffice, dolce e senza consistenza.

Bonus: la colazione!

Per la mia importantissima ricerca sulle colazioni nel mondo, ho assillato l’autoctono per sapere cosa si mangiasse a colazione. Una colazione veloce consiste di succo di frutta e un toast al formaggio. Se invece vuoi fare le cose per bene, puoi mangiare cous cous, radici bollite di manioca dolce, radici bollite di taro (da crudo tossico pure lui), tapioca, frutta, panini e caffé.
Niente latte e biscotti neppure qua. Il mondo non comprende.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...