piccoli disastri senza importanza

esorcizziamo la vita a colpi di liste

Domenica scorsa ho avuto una giornata illuminata da una serie di disastri.

Non me ne sono accorta finché non ho iniziato a pensare di raccontarli a qualcuno, così ho fatto un elenco:

  1. sono andata al supermercato per farmi rimborsare una lampadina da otto euro che ho comprato per errore. Non me l’hanno cambiata. Antefatto: la lampada ad arco (non questa, ma questa) in cucina non si accendeva più. Alla terza lampadina cambiata senza effetto ho collegato i neuroni e ho assunto per assurdo che il mio Amico Cuoco, che ha dormito due notti in cucina il mese scorso, avesse spento la lampada dall’interruttore sullo stelo e non a quello a parete. Eh. EH. Così, la lampadina appena acquistata era diventata inutile, e da qui il desiderio di riportarla indietro. Però avevo aperto la confezione. Ora dici: brava furba, te lo potevi aspettare che non te la cambiassero. Certo che sì, ma nei supermercati di quella catena ho visto cose esposte che saranno state aperte quattro volte di fila col taglierino e le rivendevano comunque. Ever tried, ever failed. Mi avanza una lampadina a risparmio energetico, fa un sacco di luce, qualcuno la vuole?

    lampadineeeee lampadineeeee chi vuole lampadineeee?

    guardate com’è bella

  2. ho rinvasato la rosa, ho una rosa minuscola da monolocale. L’unico sacco di terra che ho trovato era da venti litri, e in assenza di balcone ho sversato della terra per mezza casa

    la sua felicità si misura in foglioline verde acceso

    la sua felicità si misura in foglioline verde acceso

  3. ho deciso che fosse ora di sbrinare il frigo: L’Inutile Congelatore era pieno di ghiaccio, uno strato di cinque centimetri, no, non sto esagerando. Ci ho messo sette ore. Se non altro, poiché si tratta de L’Inutile Congelatore, non ci metto dentro niente e non c’erano cose morte a galleggiare nell’acqua gelida. Per mancanza di spazio la porta del frigo non si apre abbastanza per sfilare la vaschetta che sta sotto il congelatore, così bisogna afferrarne il bordo e tirarlo verso il basso per svuotarla (sugli asciugapiatti messi all’uopo sul ripiano del frigo) sperando nell’elasticità della plastica. La vaschetta ha retto. La copertura della lampadina del frigo, avvolta dal ghiaccio pure lei, invece, non ce l’ha fatta. RIP

    speriamo tutti insieme molto intensamente che avesse solo una funzione estetica

    speriamo tutti insieme molto intensamente che avesse una funzione puramente estetica

  4. il mese scorso l’Amico Cuoco è arrivato con: una fornitura di cioccolato per sei mesi, un meraviglioso libro di cucina crudista in prestito e delle ricette di pane e altri lievitati. Ho deciso che la tradizionale pizza della domenica potesse beneficiare delle nuove ricette. Così ho preso la planetaria e le farine (c’era scritto – circa – 00, ma io ho deciso di mescolare un po’ di farine diverse), per fare un impasto semi integrale. Impasto e metto a lievitare. Quando prendo la pasta per dividerla scopro che ha un colore un po’ troppo grigetto e che non è lievitata in modo consistente. Ci penso. Ci penso meglio. Controllo. Ecco: ho usato la segale al posto dell’integrale. A mia discolpa posso dire che stanno in sacchetti pressoché identici. In ogni caso, la pizza non era male

    "Vuoi giocare con noi?"

    “Vuoi giocare con noi?”

  5. per il compleanno della minicasa ho deciso di regalarci, a me e a lei, delle tende. E’ una cosa un po’ raffazzonata perché i bastoni delle tende sono in realtà bastoni per le tende da doccia, e invece di due c’è un solo telo per finestra, ma non c’era spazio, e quindi va bene così per forza. Le tende erano lunghe tre metri, quindi bisognava accorciarle. Per evitare di trascinare il lavoro per mesi e mesi finché non mi fossi rotta il femore inciampando nella tenda in eccesso, mi sono imposta di fare il lavoro domenica. Le tende erano già appese. Ho: a) accorciato le tende, b) smontato le tende, c) rifinito il bordo, d) stirato il bordo e fatto l’orlo. A quel punto ho deciso che, nonostante l’incompatibilità tra me e il ferro da stiro, le tende stirate fossero molto meglio. Inizio. La prima tenda, tutto bene. La seconda tenda, mi distraggo un picosecondo. Voilà: scoperta empirica della poliestericità della tenda! Mi dicono che i fori da vapore vanno un casino quest’anno.

    praticamente una sindone firmata De'Longhi

    praticamente una sindone firmata De’Longhi

… e poi la giornata è finita. La lampadina la terrò, la rosa è felice, il frigo funzionerà lo stesso (mi auguro), la segale va bene nella pizza e le tende donano molto alla micro casa. E comunque col cavolo che la sostituisco, la tenda forata.

... e soprattutto posso girare in mutande per casa senza sconvolgere i dirimpettai

… e soprattutto posso girare in mutande per casa senza sconvolgere i dirimpettai

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