Dieci cose che fanno incazzare l’italiano all’estero

pare che un blog non sia tale senza un “dieci cose che”, per cui togliamoci il dente

Ieri ho avuto l’ennesima discussione pseudo-politica con un francese, durante la quale ho ripetuto per l’ennesima volta le stesse cose riguardo la società italiana.
Sempre le stesse, sono sempre le stesse.
All’inizio che ero qua non capivo gli sbuffi della mia collega italiana in risposta a queste osservazioni sempre uguali, ora so che dietro quello sbuffare si nasconde il desiderio di ribaltare tavoli urlando.
Io non sbuffo perché sono sabauda, ma sorrido, alzo sopracciglia e invoco silenziosamente l’arrivo dei Cavalieri dell’Apocalisse.

Nonostante le lamentele dell’italiano all’estero sui turisti italiani all’estero, sulla politica italiana, sui pregiudizi degli italiani (gli altri), tuttavia ogni italiano all’estero si è profondamente stuccato il cazzo riguardo i seguenti argomenti:

Berlusconi

Il Cavaliere per antonomasia risulta tutt’oggi, nonostante il suo declino politico e fisico, un personaggio amatissimo al di fuori dei confini nazionali. Il mio Collega EstEuropeo chiede continuamente informazioni sul suo “italiano preferito”. Il resto della gente con cui parlo, semplicemente, non conosce altro della vita politica del Bel Paese.

“C’è ancora Berlusconi?”
“Sì, ma è politicamente morto. Si spera”
“Ahahah, quella volta che ha fatto le corna al vertice UE!”
“…”

Credo che per loro sia come il vecchio prozio ubriaco della sposa che durante il brindisi si cala i pantaloni e fa l’elicottero. Un simpatico elemento di folklore.

La mafia

Io, se potessi avere tra le mani Francis Ford Coppola, lo riempirei di cartoni.
I danni che ha fatto Il padrino si possono espiare solo così.
Le idee che i non italiani hanno riguardo la mafia sono semplici e concise:

  1. la mafia è Marlon Brando
  2. la mafia è uguale  e ovunque, al sud come al nord Italia
  3. i politici italiani sono tutti mafiosi
  4. i mafiosi in fondo hanno un cuore d’oro

Ogni volta che mi tocca parlare di mafia con un francese mi sale il cristo.
Sì, sì, spiegagli che Riina non ha nulla a che fare con Tony Soprano, che non siamo più negli anni ’90, che “mafia” è un termine generico e che le organizzazioni sono diverse e differenti, ti guarderanno con un sorrisetto mentre tu ti accalori sempre di più mentre cerchi di ricordare come si traduce “appalto”.

La pasta e il ketchup sulle lasagne

La pasta è il grande mistero della cucina italiana vista da fuori. Piace a tutti se preparata da un italiano, ma non riescono in alcun modo a riprodurla. L’usare una pasta di cattiva qualità, bollirla ventitré minuti e non condirla aiutano.
Tu sgolati a spiegargli che basta cuocerla al dente, che basta un sugo semplice. Non funzionerà, continueranno a comprare farfalle pronte in due minuti e a servirle con i bastoncini Findus.
Spera solo che non te la offrano.
Il ketchup sulle lasagne non ve neanche commentato, so che la pelle d’oca non vi passerà per i prossimi due punti dell’elenco.

La mamma

Sulla fenomenologia della mamma italiana ci scherzo pure io, eh. La mia giustificazione preferita per ingozzare Il Russo come un tacchino è che il desiderio di nutrire gli altri è inscritto nei miei geni.
Però.
PERÒ.
Al duecentesimo commento sulla “maman italienne” quando TUA MADRE ti ha cresciuto nella creme fraîche la mia pazienza vacilla.

La musica italiana

La musica italiana conosciuta all’estero, lo sappiamo tutti, è rappresentata da Eros Ramazzotti, Laura Pausini, i Ricchi e Poveri e Drupi. I miei amici francesi cercano di farmi piacere facendomi ascoltare L’italiano di Toto Cutugno.
Io cerco di dirgli che la musica italiana è anche altra, ma non funziona. Se sono particolarmente illuminati ascoltano Gianmaria Testa, noncuranti delle proteste del Pigropanda che cerca inutilmente di proporre Ivano Fossati.
Il meglio è quando arrivano e ti dicono “Il rock italiano non esiste.”
A questo punto siete autorizzati a suonare gli Area tutta la sera, includendo molteplici ascolti delle diplofonie di Demetrio Stratos.

L’infedeltà degli italiani (maschi e femmine), la bellezza delle italiane, la provolaggine degli italiani

Il mito del latin lover persiste. Svariate amiche francesi mi chiedono se sia vero che le italiane sono così fedifraghe e se gli italiani sono così donnaioli. Se siete donne, sapete perfettamente che la prima cosa che un non italiano vi dirà cercando di fare il simpatico è “Ciao, bella!”
Spiegare che pensi che chiunque può fare quel che vuole all’interno delle proprie mutande e che gli italiani non sono più broccoli del francese medio (ma mediamente più galanti) non servirà.

La supposta pesantezza dei cibi italiani

Ancora riguardo il cibo: il cibo italiano è, per definizione, pesante. Dall’alto della loro insalata condita con la maionese e pezzi di formaggio impanato e fritto (non sto scherzando), vi sentirete chiedere come sia possibile che gli italiani siano tutti obesi con tutte quelle lasagne che mangiate, ingordi.
Oppure vi capiterà di sentire un paio di centinaia di volte la battuta “Qual è la differenza tra un elefante e una nonna italiana? Dieci chili!”
Si tratta di soprassedere, tenendo bene a mente che il vostro pranzo portato da casa non vi ostruirà le arterie così come sta facendo il loro panino con maionese, uovo e prosciutto con cotenna.

La birra italiana

La fama della birra italiana è pessima. I più gentili vi diranno che è “come il piscio” (cit.).
Io non sono qua per difendere la Peroni, però vivo in un posto in cui c’è gente che beve birra con lo sciroppo di ciliegie.

La Sicilia come sineddoche

Ad ogni rientro dalla terra natia ti verrà chiesto “Eh, faceva più caldo in Italia, vero?”
Ogni volta, indipendentemente da quante volte l’hai già spiegato, specificherai che nel posto da cui vieni tu in inverno si sta sotto zero per qualche mese. E no, non sei andata al mare, perché il mare sta a 100km, cioè più lontano di quanto non sia l’oceano dall’ufficio. Perché l’idea che hanno dell’Italia è solo e unicamente la Sicilia (costiera).

Il gesto del carciofo

I non italiani amano come gli italiani gesticolano, il che è perfettamente comprensibile. Tuttavia, nonostante ore e ore di ripetizioni, l’unico gesto che riusciranno a ricordare è il gesto del carciofo.

“Aaah, italienne? Va benne, va benne!” + gesto del carciofo (sbagliato)

Le prime volte è simpatico. Quando “la volta” supera la terza centinaia vi troverete a lanciarvi in discussioni sulla semiotica della gestualità italiana cercando insistentemente di spiegare tutti i motivi per cui state sventolando le dita davanti alle vostre parti basse.

Bonus piemontese: le acciughe

La cucina piemontese si fonda su tre capisaldi: l’aglio, le acciughe e gli amaretti.
Le acciughe in ogni loro forma sono uno dei miei grandi amori culinari, per cui è con vero dolore che mi tocca ascoltare eresie del tipo

“Le acciughe fanno schifo, sono troppo salate”
“Ma no, avrai mangiato delle cattive acciughe – è anche facile qua – dove le hai mangiate?”
“Sulla pizza in mensa”

MA ANCHE TE che vai a mangiare la pizza in una mensa francese, ma fattele due domande.

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2 thoughts on “Dieci cose che fanno incazzare l’italiano all’estero

  1. – You’re Italian! I will call you The Godfather!
    – I’m not Sicil…
    – Godfather! Godfather! Godfather!

    Una cosa che conforta l’italiano all’estero: il bonus di sorrisi.

    1. Ora faccio il post “Dieci cose che confortano l’italiano all’estero”, così non sembra che stia sempre qua a lamentarmi.
      Tipo:
      – che ti dicono che hai un accento sexy
      – che scopri che l’idea che l’italiano ha degli italiani e l’idea che i non italiani hanno degli italiani è molto diversa: per esempio, l’altro giorno a furor di popolo mi hanno assicurato che l’idea che si ha degli italiani è di “gente aperta, gentile” e non di “cronici ritardatari inaffidabili”
      – sei sempre quello vestito meglio
      – puoi rendere felice qualcuno semplicemente con un piatto si pasta (purché non siano spaghetti, offrire spaghetti è una cattiveria inutile)
      – Dante, Michelangelo, Dolce & Gabbana
      per gli altri punti, ora ci penso.

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