Buco Nel Bagno

una fiaba a lieto fine

introduzione

Fino a pochi giorni fa, ho convissuto con Buco Nel Bagno.

Buco Nel Bagno è arrivato nel miniappartamento prima di me, comodamente rannicchiato sotto il linoleum.
Da quando viviamo insieme, evidentemente, si deve essere trovato particolarmente bene perché, dagli iniziali venti centimetri di diametro, è aumentato fino al metro e ha pensato che sarebbe stato bello coinvolgere anche la miniavasca da bagno.

L’agenzia immobiliare è stata messa al corrente di Buco Nel Pavimento a partire da aprile 2014, ma non hanno ritenuto necessario intervenire.
[non so in Italia, in Francia l’agenzia di occupa di queste cose: mandano un’impresa di riparazioni, che prepara un preventivo, poi lo comunica al proprietario e ottenuto il via libera l’impresa fa il lavoro.]

Io ho continuato a parlare di Buco Nel Pavimento ad intervalli regolari, ma nulla è successo finché non sono state coinvolte Le Finestre Che Si Aprono.

la casa dalle finestre che si aprono

La mia casa è piccola, luminosa, ben organizzata e cade a pezzi.
Fino a questa primavera, ogni volta che pioveva con una certa intensità, mi pioveva in casa e l’acqua correva lungo l’orografia del pavimento per poi raccogliersi sotto il tavolo.
Nella città in cui vivo la media annuale di piovosità è 750 mm.
(Comunque, meno che a Udine.)
A partire da marzo, le finestre hanno iniziato anche ad aprirsi con il vento.
E qua non c’è nemmeno tanto vento.

Dopo un’email sconclusionata e isterica che ho scritto dopo che una notte mi si sono aperte le finestre alle quattro del mattino perché l’acquazzone aveva deciso di farmi visita, finalmente l’agenzia ha mandato un’impresa a rifare le finestre. È andato tutto bene fino al primo temporale, poi ho scoperto che l’acqua continua ad entrare da un angolo.

Circa un mese più tardi mi chiama il proprietario di casa per sapere se può venire a vedere i lavori alle finestre. Fissiamo un appuntamento e mi trovo alla porta un enorme signore piuttosto amabile (anche se, scoprirò, senza tanto senso pratico).
Controlla le finestre e commenta “Ils m’ont foutu.”
In questo clima di cameratismo, mi sembra giusto presentargli Buco Nel Bagno.

Il proprietario diventa verde, poi bianco, poi mi promette che tornerà con un idraulico.

tre mesi dopo

Dopo quattro idraulici, le vacanze estive e una raccomandata con ricevuta di ritorno inviata all’agenzia nel caso in cui fosse necessario andare per vie legali, il padrone di casa si presenta alla mia porta un sabato mattina, dieci giorni fa, per rifare il pavimento del bagno.

Quella che segue è la cronaca della giornata surreale che ha portato alla dipartita di Buco Nel Bagno.

il bagno sventrato

La prima cosa che hanno fatto il padrone di casa e il suo amico elettricista tuttofare, è stato togliere tutto il linoleum dalla stanza a colpi di taglierino, rivelando un piano di legno marcio, mangiato, in prossimità di Buco Nel Bagno, fino alla trave (in legno) che loro hanno continuato ad insistere a chiamare putrella.
Una volta guardato il disastro, sono partiti verso il Brico più vicino per procurarsi i materiali.
E un seghetto alternativo.
E un trapano percussore.
A quel punto ho temuto che non avessero grande idea di che cosa stessero per fare, ma mi sono detta che io, qua, ci vivo ancora dieci mesi e poi voy a la playa e tante care cose.

Per evitare di assistere al momento in cui la putrella avrebbe ceduto e ci sarebbe stato un incontro ravvicinato con il vicino del piano di sotto, sono andata al mercato.

incontri interessanti sulla via del mercato

Il sabato mattina è un momento frenetico per la città. Io per di più abito in centro, quindi tocca fare lo struscio anche per andare a comprare una verza in piazza.
Nel chilometro e mezzo che mi separa dalla verza, incappo in:

  • i vegani: io amo il cibo vegano, e pure alcuni vegani, tuttavia non abbraccio per nulla la loro ideologia. Detto questo, va tutto bene finché posso applicare la mia cortesia e falsità piemontesi per surfare ai margini di qualsiasi conversazione che contenga le parole “seitan” “macello” e “latte di mandorle”. Per cui sorrido al signore con il costume da maiale che distribuisce i volantini con le foto di conigli sanguinanti e passo oltre. È a questo punto che inciampo ne
  • i provita: se per i vegani non nutro sentimenti ostili a meno che non inizino a pontificare su quanto il latte faccia male, i provita sono una categoria di persone che aborro. Sul momento non capisco per cosa stiano manifestando, quindi prendo un volantino da un manifestante. Tempo di capire quel che dice e non posso neanche girarmi a restituirglielo che mi intercetta
  • il rappresentante Tupperware®: che mi chiede “Signora, lei conosce i prodotti Tupperware?” e resta lì a pensare all’estrema maleducazione di questi italiani che rispondono “Oui” e se ne vanno scuotendo la testa.

Al mercato non succede nulla di che, se non che compro, come sempre, troppa verdura. Perché, oltretutto, ho anche comprato uno spelucchino Opinel e ora voglio provarlo tantissimo.
Un giorno mi trasformerò in uno zucchino e un vegano crudista mi mangerà.

la vicina di casa senza più voglie

Torno a casa, poso la spesa in un A5 di pavimento non invaso da cacciaviti e trucioli e sento, alla porta (lasciata aperta perché posto in casa non ce n’è e la minivasca tolta dal bagno riposa sul pianerottolo), una voce che mi ricorda qualcosa.
Qualcuno.
Mi giro e c’è la vicina di piano che parla con il padrone di casa: tra padroni di casa si intendono.
A questo punto chiede a lui di entrare a visitare l’appartamento. Il padrone di casa, un po’ imbarazzato, si fa da parte. Io mi faccio avanti in un maldestro tentativo di difesa territoriale, ma all’urlo di “E lì cosa c’è, una stanza da letto?”, la vecchiaccia si intrufola nell’angolo notte e guarda ben bene quel che c’è. Poi esce.

Dovrei procurarmi un dildo XXL da lasciare sul comodino per queste evenienze e sperare di allontanare gli invasori con un’onda energetica di imbarazzo.

Un’ora dopo ritorna con la scusa di vedere i lavori fatti alle finestre.

Nel pomeriggio compare per controllare i lavori del bagno.

Qua in Francia si vede che c’è più uguaglianza tra i sessi anche nell’attrazione unisex esercitata dai lavori in corso.

la playlist del suicidio

Ad un certo punto arriva l’una e io ho fame. E l’acqua è chiusa e la casa è un cantiere e io vado a mangiare fuori.
Vicino a casa mia c’è un locale carino, una zupperia piena di sole e di design svedese, un posto che trasuda buoni sentimenti e hipsteria. È aperto solo a mezzogiorno e io non sono mai riuscita ad andarci, quindi oggi ne approfitto.
Il cibo è buono.
Mentre mangio ascolto distrattamente la musica. Inizio a fare attenzione quando, in un giorno pieno di sole mentre l’arredamento mi fa venir voglia di aurore boreali, la playlist mi propone in rapida successione:

  • Someone like you, Adele
  • Karma Police, Radiohead
  • Hurt, nella versione di Johnny Cash
  • Lonely day, System of a Down

Prima della fine dell’ultima, saluto ed esco.
Come Daron Malakian, anche io sono contenta di essere sopravvissuta.

la fine dei lavori

Alle nove di sera i lavori non sono ancora finiti. Mancherebbe il linoleum, ma tanto non l’hanno comprato. Stabiliamo che mi va bene che mettano a posto vasca e WC e che il resto lo finiamo la settimana prossima.
Andiamo di nuovo a mangiare fuori (mentre io mi trovo costretta ad ignorare anche a questo pasto lo spelucccchiiiiiiiiiiiinooooo) e li porto a mangiare un hamburger in un altro locale fighetto sotto casa. Usciamo soddisfatti e alle undici, finalmente, mi lasciano da sola, a guardare i mucchietti di segatura che si depositano qua e là.
Però, intanto, Buco Nel Bagno non c’è più.

Sabato scorso (tre giorni fa) sono passati a mettere il linoleum e a fissare la minivasca in modo definitivo. Il lavoro, se lo vedesse mio padre, gli farebbe venire altre ciocche bianche sulle tempie, però sono sicura che non comparirò improvvisamente nel bagno del vicino mentre mi lavo i denti, in una goffa imitazione di teletrasporto.

La vicina, comunque, sabato è ricomparsa. E’ venuta a dire che il portone d’ingresso fa un rumore strano, non è che possiamo dare un’occhiata?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...