responsabilità e invidia

riuscirò mai a essere come Zorro?

 

Da un po’ di mesi ho uno studente.
L’altro giorno gli ho chiesto di che anno è:
PP: “Studente, di che anno sei? Millenovecento ottanta…”
S: “Novantuno!”

E’ finalmente successo: quel momento della vita di tutti noi in cui scopri che quelli della decade successiva non solo vanno alle superiori, non solo ora possono prendere la patente, non solo hanno iniziato a procreare (MATTI), ma hanno persino venticinque anni e stanno iniziando un dottorato perché hanno già finito l’università.

E ti ritrovi a dovergli spiegare cosa devono fare, come devono farlo, cosa non devono fare (importantissimo), e perché (quindi, devi ristudiare un pacco di roba).

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Cosa ascoltammo nel 2015

appunti musicali di un pigropanda che ci tiene a sottolineare che non ne capisce una mazza

Io sono per l’arrivare dopo l’hype, quando tutti hanno detto la loro, si sono scannati, si sono formate fazioni, si sono rotte amicizie, i figli han disconosciuto i padri e i padri hanno diseredato i figli. Per poi passare all’argomento successivo.

Questo ciclo, in genere, dura da un minimo di tre ore a un massimo di settantadue.

Credo che questa sia una delle cose che sopporto di meno del mondo dei social, forse perché la identifico con il modus operandi del radical-chic, forse perché nelle gare arrivo sempre fuori dal podio, forse perché sono troppo, troppo pigra.

Ad ogni modo, il mio amico Blogger A Intermittenza, che invece è uno puntuale, a fine 2015 mi manda la classifica dei migliori album dell’anno secondo lui:

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Itaca

di ritorni a casa, anche se “casa”, a questo punto, è un concetto piuttosto labile

La settimana scorsa son tornata nelle lande franciose.
Ho passato una decina di giorni a casa in Italia, che sono stati come sempre molto belli e molto dolorosi.
Come epilogo all’odissea stagionale, il ritorno a Itaca non è stato scevro di imprevisti.

Questa volta, come la precedente, torno in treno. Mi dico che è per via dei bagagli, ma sappiamo tutti che è una pietosa balla.
Ma comunque.

Il treno per l’oltralpe parte a metà mattina, quindi alle 8 e cinquanta sono sul regionale che mi porterà, con calma, alla Stazione Internazionale. Ma tanto chemmifrega, ci ho Autorità di VanderMeer.

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