Svuotatesta 2016

libri probabilmente non belli, non brutti, letti per far riposare i neuroni

Ho questa perversione per horror e thriller. Un po’ perché sono alla ricerca del Sacro Graal, il thriller scritto bene (l’horror no, non credo nei miracoli), un po’ perché credo fermamente, come Carradori, che leggere dei libri senza troppe pretese culturali per intervallare  i mattoni sia cosa buona e giusta. Nel 2016 non mi è andata malissimo in quanto a qualità degli svuotatesta, di solito va molto peggio.

Gone girl, Gillian Flynn

Il film mi aveva sconvolto in positivo, il libro l’ho letto per curiosità. Gone Girl è uno di quei thriller costruiti molto bene, che leggi in 48 ore senza dormire perché devi assolutamente sapere come va a finire. Il film ha reso molto bene l’atmosfera claustrofobica della relazione tra Nick e Amy, la stupidità dell’uno e il narcisismo dell’altra, la tossicità del rapporto. La cosa davvero spaventosa del libro è il riconoscersi, possibilmente in modo non totale, nelle dinamiche di coppia che descrive. Se siete lettori di thriller, go for it.
[N.d.P. la quarta di copertina dell’edizione italiana è un fail di proporzioni epiche, l’edizione originale rende molto meglio il malessere della storia]
Titolo dell’edizione italiana: L’amore bugiardo. Gone girl
Responso: 8/10 pigropunti

Sur ma peau, Gillian Flynn

A me capita, una volta che inizio a leggere un autore, di voler leggere tutto quello che ha scritto. Spesso, tuttavia, parto dal libro più bello, quindi tutto il resto è un po’ meh. Sharp objects è un’opera prima, come opera prima non è male, peccato confrontarla con Gone Girl, che è enormemente più complesso sotto ogni punto di vista, letterario, della trama, della maturità dei temi trattati. Qua c’è una storia familiare, tanta droga, complicità/ostilità tra sorelle.
Titolo dell’edizione italiana: Sulla pelle
Responso: 7/10 pigropunti

Il club Dumas, Arturo Perez-Reverte

L’unica cosa positiva di questo libro è che mi ha riportato con la mente a Sintra, che è un gran bel posto nel mondo. Per il resto: la storia è noiosa, non sta in piedi, i personaggi sono piatti e i colpi di scena faranno cose molto brutte, non consensuali e senza lubrificante alla vostra sospensione dell’incredulità. Se proprio volete, guardate il film, che è brutto uguale ma almeno dura di meno.
Responso: 5/10 pigropunti

The girl on the train, Paula Hawkins

The girl on the train è il tipico libro che io voglio leggere mentre sono in aereo. Fa parte, come Gone Girl, di quella tipologia di thriller anglosassoni che sono costruiti in modo praticamente perfetto allo scopo di tenervi incollati alla pagina. Immagino che ci siano corsi di scrittura di thriller da qualche parte nel mondo, altrimenti non si spiega questa precisione tecnica praticamente chirurgica che sfoggiano molti autori di lingua inglese che si dedicano a questa tipologia letteraria. La pecca di questi libri è che alla fine si assomigliano un po’ tutti, per cui se ne avete già letti una decina saprete indovinare chi è l’assassino a pagina 9. In ogni caso, The girl on the train è piacevole da leggere, realistico, e i personaggi non sono oscenamente standardizzati, cosa che, nella mia ignoranza, imputo al fatto che l’autrice sia inglese e non statunitense. Fa ulteriormente parte di quel filone di thriller che stanno spuntando come funghi in cui la storia è retta da quattro o cinque personaggi femminili complessi e sfaccettati, mentre quelli maschili sono un (bel) po’ più piatti. Oh, a me è piaciuto.
Titolo dell’edizione italiana: La ragazza del treno
Responso: 8/10 pigropunti

Les fils des ténèbres, Dan Simmons

Io mi ostino, e lo so che sbaglio. Gli horror sono una categoria di libri che mi attraggono e poi deludono nel 99,9% dei casi (le serie TV horror, invece, no). Però Dan Simmons mi ha fatto una cosa davvero bruttissima: prima mi ha illuso con lo 0,1%, l’horror migliore che ho letto in vita mia, L’estate della paura (che titolo orrendo), poi ha preso tutte le mie aspettative e la ha passate al tritacarne con questa porcheria immonda che è Children of the night. Prendi la paranoia sull’AIDS degli anni ’80, la caduta dei regimi comunisti e i vampiri. Fatto? Ora impastalo con pregiudizi, crassa ignoranza e personaggi spessi tre millimetri e mezzo. Avrebbe potuto essere una buona occasione, ma no. Fa davvero schifo. È scritto con i piedi di un cane analfabeta, la storia non. sta. in. piedi. I personaggi sono ridicoli, l’ambientazione sembra il cartonato di un film di serie Z sul conte Dracula: Braham Stoker ha un motivo in più di rivoltarsi nella tomba, e non è che gli mancassero.
Titolo dell’edizione italiana: I figli della paura
Responso: 3/10 pigropunti

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