Classici 2016

titoli che potete usare per impressionare la vostra prof di lettere delle medie

Tra i prodromi della vecchiezza, oltre al trovare comoda la posizione dell’umarell e scoprirsi dire “ai miei tempi, …”, si annovera anche l’interesse per i classici non giustificato dall’interrogazione del martedì alla sesta ora.

Histoire d’O, Dominique Aury

Forse presa anche io dalla curiosità – Cinquanta sfumature, il film, è del 2015 – ho deciso di leggere questo pilastro dell’erotismo mondiale. È repellente, ma non per la sessualità. Sarà che sono indiscutibilmente vanilla, l’unica cosa che mi ha stimolato è stato il desiderio di lanciarlo fuori dalla finestra. Sicuramente negli anni ’50 è stato un grande scandalo, fortunatamente il BDSM si è evoluto.
Oltretutto, è noiosissimo.
Il libro, il BDSM non saprei.
Titolo dell’edizione italiana: Histoire d’O
Responso: 3/10 pigropunti

Le maître et Marguerite, Michail Bulgakov

I manoscritti non bruciano. È il mio libro preferito e ovviamente il più bello del mondo. L’ho riletto in francese per vedere l’effetto che fa. Prossimamente lo rileggerò in spagnolo. Quando riuscirò a leggerlo in originale sarò felice per un anno intero.
Mosca, Satana, la passione di Gesù Cristo, Ponzio Pilato, l’Unione Sovietica: sì, è tutto nello stesso libro ed è persino più corto di quello di Rielli.
Titolo dell’edizione italiana: Il maestro e Margherita
Responso: 10/10 pigropunti

La figlia del capitano, Aleksandr Sergeevič Puškin

Einaudi lo definisce “un grande romanzo d’amore e di guerra” e centra perfettamente il libro. Un grande romanzo concentrato in 150 pagine. C’è davvero tutto lì dentro: l’aristocrazia russa, gli ussari, l’insurrezione cosacca, la guerra, l’assedio, l’innamoramento, l’amicizia, il tradimento; fa persino ridere. Non è per caso o per fortuna che Puškin è diventato un classico. Peraltro, pare abbia inventato la lingua russa. Daje Saša, avresti solo potuto essere un po’ meno piciu ed evitare di farti ammazzare in duello a 37 anni.
Responso: 10/10 pigropunti

Le comte de Monte-Cristo – I, Alexandre Dumas

Di questo nel 2016 ho letto solo il primo volume di quattro e – spoilerone – nel 2017 non li ho ancora finiti. In ogni caso, le serie TV non sono altro che le nipotine dei romanzi di appendice (ma questo lo sapevate già), con tutto il corollario di personaggi oscuri, viulenza, vendetta, donne impossibili e situazioni al limite del ridicolo salvate in zona Cesarini. Della trama non dico nulla perché 1) devo ancora finirlo e 2) la storia di Edmond Dantès la sanno anche i sassi. Credo che Il conte di Montecristo sia un libro che, alla fin fine, nella vita vada letto, anche perché si legge facile (mica come quei mattonazzi di Hugo o Tolstoj) e contemporaneamente ve la potete spacciare che state leggendo un classico.
Titolo dell’edizione italiana: Il conte di Montecristo
Responso: 9/10 pigropunti

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4 risposte a "Classici 2016"

    1. A me piace tantissimo, ma ho parecchi amici che hanno provato a leggerlo e si sono annoiati. Anche io dovrei cospargermi il capo di cenere per i millemila classici che non ho letto!

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