Puškin

Sto finendo di leggere La figlia del capitano di Puškin.

Mi sta piacendo molto, e probabilmente cercherò con foga tutto il resto che ha scritto, però ogni volta che leggo il titolo sulla copertina canticchio tra me e me “Fìglia del capi-tà-nòoo” sulle note del jingle della famosa marca di dentifricio.

Va be’.

so many books, so little time

parte I, anima fantastica

Si avvicina fine anno, si avvicinano i bilanci, si avvicina la chiusura degli obiettivi annuali (oltre al fatto che si avvicina Capodanno e come ogni anno non ho idea di cosa potrei fare a parte optare per un molto onorevole letargo).
A gennaio scorso avevo deliberato che avrei fatto una lista dei libri letti, giusto per capire quanti sarebbero stati.
Per spacciarmela, sostanzialmente.
Al momento sono trentaquattro, ma conto che aumentino di almeno un altro paio prima di arrivare al 31 dicembre. Pensavo sarebbero stati di più, ma i tempi in cui potevo stare a leggere sdraiata sul divano mentre qualcun altro pensava a districarsi nella giungla della burocrazia del mondo adulto sono finiti, quindi pace e teniamoci buoni sti trentaquattro libri.

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retorica della lettura

post anomalo

la risposta che darò da oggi in poi a chiunque cercherà di convincermi di qualche comprovata cazzata [purtroppo non so di chi sia quest'immagine bellissima]

la risposta che darò da oggi in poi a chiunque cercherà di convincermi di qualche comprovata cazzata [purtroppo non so di chi sia quest’immagine bellissima]

Questo non è un blog di opinione.
E’ un blog che racconta piccole storie personali, quotidiane e leggere, che ha pochi lettori, quasi tutta gente che mi conosce personalmente. Scherzerei, anche, come Manzoni su “i miei venticinque lettori”, ma nel mio caso sono decisamente meno.
Qualche volta scrivo qualche goffa impressione su libri e film, ma è un esercizio da scuola superiore, visto che estrapolare il significato dell’opera è un giochino che mi annoia incredibilmente.
Raramente parlo di cose che succedono nel mondo esterno a me, quasi sempre per sfogare un goliardico fastidio nei confronti dell’umanità, a cui alla fin fine voglio pure bene.
Forse potrei scrivere di cose più impegnate, ma la verità è che tengo questo blog come un album di istanti tutto sommato divertenti, anche un po’ per sdrammatizzare una natura non esattamente solare.

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ah, che disgrazia, le questioni di stile

non di ombre nelle quali sparire, ma di racconti

Tra me e (almeno) un mio amico c’è una diatriba che va avanti ormai da anni: Houellebecq sì, Houellebecq no.
Lui è sì, io sono fortissimamente no.
Peraltro, giusto per avere opinioni non fondate, di Houellebecq non ho mai letto un libro. Ho letto qualche estratto, letto recensioni, visto l’orrendo film Le particelle elementari – un duro colpo per il mio piccolo cuore che batte per Bleibtreu.

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Cose che non ho letto

un post che in realtà parla di Harry Potter

La pila di libri che devo leggere ha ormai superato i tre metri.
Al momento sulla scatola di cartone che ho vicino al letto a simulare un comodino da oltre un anno sul comodino ho una simpaticissima pila, semi sepolta da polvere, mollette per capelli e orecchini, di ciò che vorrei leggere prima dei restanti due metri e mezzo:

pila di libri momentaneamente in villeggiatura sul davanzale (sì, ne ho approfittato per spolverare)

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non importa, sai, c’avevo danza

a sorpresa, un post letterario

È un tot che non vado al cinema, dopo l’overdose dell’anno scorso. Poco tempo: ho ricominciato danza.

È un tot che non scrivo sul blog. Poco tempo: avevo il saggio di danza.

Giuro.

Due settimane di prove, una roba che neanche il Bol’šoj. Una roba che ho iniziato questo post due settimane fa e ho tempo solo adesso. Una roba che, sì, nel frattempo ho fatto lo spettacolo, dopo due settimane di prove praticamente ogni sera, ma poi ho dovuto preparare una presentazione per una conferenza, cosa che mi ha causato ansia prima, durante e dopo, e ora, come strascico, ho un po’ più la certezza di essere stupida come un sasso e ignorante come una capra.

Uscire da una conferenza sui materiali con il DPTS non è da tutti.

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Sono afflitta dai troppi baci

di pratiche barbare e incapacità sociali

Niente baci per la mamma - Tomi Ungerer

Niente baci per la mamma – Tomi Ungerer

La Francia sarebbe un gran bel posto, se importassero i biscotti della Mulino Bianco e se la gente smettesse di pretendere che io la baci se non siamo amici (di quelli che si baciano) o parenti.

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