Cosa ascoltammo nel 2015

appunti musicali di un pigropanda che ci tiene a sottolineare che non ne capisce una mazza

Io sono per l’arrivare dopo l’hype, quando tutti hanno detto la loro, si sono scannati, si sono formate fazioni, si sono rotte amicizie, i figli han disconosciuto i padri e i padri hanno diseredato i figli. Per poi passare all’argomento successivo.

Questo ciclo, in genere, dura da un minimo di tre ore a un massimo di settantadue.

Credo che questa sia una delle cose che sopporto di meno del mondo dei social, forse perché la identifico con il modus operandi del radical-chic, forse perché nelle gare arrivo sempre fuori dal podio, forse perché sono troppo, troppo pigra.

Ad ogni modo, il mio amico Blogger A Intermittenza, che invece è uno puntuale, a fine 2015 mi manda la classifica dei migliori album dell’anno secondo lui:

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the more I see the less I know (I say HEEEEEEEEY)

Cose sparse che imparo mentre sono presa a fare tetris di impegni e a tenere sotto controllo un disagio esistenziale sottocutaneo

Qua, anche se stiamo tutti bene, il clima è un po’ pesante. La gente non parla d’altro che degli attentati (tranne a lavoro, dove pare che tutto sia bellissimo e perfettissimo, non ho ancora capito se è per limitare l’ansia, per professionalità o perché gli scambi sociali tra francesi che non si conoscono bene debbano essere superficiali), anche se comunque il clima di psicosi collettiva è largamente più controllato che non in Italia.

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non importa, sai, c’avevo danza

a sorpresa, un post letterario

È un tot che non vado al cinema, dopo l’overdose dell’anno scorso. Poco tempo: ho ricominciato danza.

È un tot che non scrivo sul blog. Poco tempo: avevo il saggio di danza.

Giuro.

Due settimane di prove, una roba che neanche il Bol’šoj. Una roba che ho iniziato questo post due settimane fa e ho tempo solo adesso. Una roba che, sì, nel frattempo ho fatto lo spettacolo, dopo due settimane di prove praticamente ogni sera, ma poi ho dovuto preparare una presentazione per una conferenza, cosa che mi ha causato ansia prima, durante e dopo, e ora, come strascico, ho un po’ più la certezza di essere stupida come un sasso e ignorante come una capra.

Uscire da una conferenza sui materiali con il DPTS non è da tutti.

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Lezioni di francese, seconda stagione

di nuove entusiasmanti avventure con i figli di satana (Polizia Postale non mi chiudere il blog, per favore, posso spiegare)

Gioiamo! Odo greggi belar, muggire armenti, il corso di francese è ricominciato!
[Non sperate, comunque, di evitare una lunga serie di post sulla Grecia, è in fase di preparazione]

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