non importa, sai, c’avevo danza

a sorpresa, un post letterario

È un tot che non vado al cinema, dopo l’overdose dell’anno scorso. Poco tempo: ho ricominciato danza.

È un tot che non scrivo sul blog. Poco tempo: avevo il saggio di danza.

Giuro.

Due settimane di prove, una roba che neanche il Bol’šoj. Una roba che ho iniziato questo post due settimane fa e ho tempo solo adesso. Una roba che, sì, nel frattempo ho fatto lo spettacolo, dopo due settimane di prove praticamente ogni sera, ma poi ho dovuto preparare una presentazione per una conferenza, cosa che mi ha causato ansia prima, durante e dopo, e ora, come strascico, ho un po’ più la certezza di essere stupida come un sasso e ignorante come una capra.

Uscire da una conferenza sui materiali con il DPTS non è da tutti.

Continua a leggere

IMPRESSIONI DI UN DICEMBRE ESTIVO – BRASILE VOL. II

di viaggi aerei, noia, noia, noia e film

la prima puntata, in cui si spiega cosa sono ‘sti post numerati, è qua

Il mio primo viaggio aereo è stato a sedici anni per una vacanza studio in Inghilterra (durante la quale non ho assolutamente migliorato il mio inglese né tantomeno ho limonato come sarebbe d’obbligo), e al ritorno non so bene cosa sia successo all’aereo – probabilmente nulla di che – ma ballava tutto, andava veloce e avevo un sacco di paura.

Ci ho messo sei anni per volare di nuovo.
Ma tanto non avevo i soldi per farlo né il motivo.

In ogni caso, per la fortunata serie Come si cambia (per non moriiiiire), da marzo a oggi ho preso venti aerei. [si dice “aerei”? Non dovrebbe essere come “frigo” che al plurale non va?]
Due di questi sono stati gli intercontinentali da Parigi a San Paolo e ritorno.
Non avevo mai preso un intercontinentale.
Continua a leggere

Whoa Gone Girl

Sono tornata a casa adesso, ho appena visto Gone Girl in una sala da 60 poltrone, schiacciata come in una scatola di sardine tra un gruppo di quattro persone e una coppia scazzata.

Andate a vederlo.

Maledite i distributori italiani e andate a vederlo.

Soprassedete a Ben Affleck trasformatosi in un quarto di bue, non fatevi spaventare dalle due ore e mezza di film, lasciate a casa lo snob che c’è in voi e che potrebbe sussurrare “Eh ma è un film ammerigano della Fox” (ok, forse solo io ce l’ho, lo snob interiore – e pure abbondantemente esteriore).

Whoa.

It finally happened: il film giapponese con sottotitoli in francese

Questa sera mi sono vestita con un vestito nuovo che non avevo ancora indossato.

Ho messo il mio rossetto scuro preferito.

Ho messo l’eyeliner in un modo disdicevole, ho messo persino un fondotinta vero.

Ho, addirittura!, dato un senso a questa specie di criniera che mi cresce in testa, nonostante l’incapacità francese di farmi un taglio di capelli decente, o anche sono un taglio di capelli propriamente detto (l’argomento “taglio di capelli inutile, costoso e poco professionale” è stato sviscerato con chiunque mi venisse a tiro nell’ultima settimana esordendo con “Ho tagliato i capelli, hai visto? No? Be’, neanche io“, magari qua evito, va’).

Quindi, sono uscita e sono andata al cinema, zompettando sulle mie scarpette blu con i pesciolini (no, davvero).

Continua a leggere

Ma perché – un pigropanda e i suoi dubbi riguardanti le proprie scelte cinematografiche

Perchéééééé lo faaaaaccio?
Non lo so.
E di roba da vedere al cinema ce n’è, eh. E’ uscito il nuovo film di Zach Braff, c’è “I guardiani della galassia”, ridanno “Maleficent”.

Ma io no.

Io vado a vedere roba piena di ragni o di gente che si droga.

Bravo, pigropanda.

Continua a leggere

On y va à le cinèma

Negli ultimi anni non sono andata molto al cinema. C’era sempre troppo altro da fare, e il tempo era sempre troppo bello, e poi i film che guardo io che du’ palle, e così, alla fine, avrò visto dieci film al cinema in quattro anni.

Da quando sono qua, invece, spesso il fine settimana non c’ho un cazzo da fare ho un sacco di tempo libero.
E ho riscoperto il cinematografo.
E il lusso incredibile di andare al cinema da sola.
Che lo so, fa tanto zitella triste.
Ma è bellissimo.

Per esempio, ha l’innegabile vantaggio che nessuno (che conosco) mi vede saltare sulla sedia se improvvisamente salta fuori qualcosa dallo schermo e io mi spavento, e poi mi percula.

Continua a leggere