gap generazionale

Dopo la stagione dei matrimoni, dopo la stagione dei primi figli, ora i miei amici stanno o facendo il secondo figlio oppure ponderando di scoppiarsi nel senso di coppia.

Mentre io sono qua che da mesi valuto che fare della mia esistenza e sto ormai arredando la crisi d’identità che mi abita da quando ho finito il dottorato, e sostanzialmente non mi sento particolarmente diversa né più furba di quando avevo vent’anni, incontro persone che “si separano” dal/la “compagno/a”.

Benché Il Russo abbia abbondantemente superato l’adolescenza – di almeno un paio di bottiglie di buon whisky, direbbe lui – io insisto nel presentarlo come “il mio ragazzo” e quando parlo del mio ex dico che “ci siamo lasciati”.

Temo, ancora una volta, di star vivendo un gap generazionale con i miei coetanei.

mio fratello

non è figlio unico, ma siamo lì

Mio fratello è affetto da una malattia rara, forse metabolica. Dico “forse” perché, nonostante tentativi di diagnosi varia, primari e istituti neurologici specializzati, finora non si è arrivati ad una diagnosi conclusiva.

E sinceramente dubitiamo ci arriveremo mai.

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Mi sveglio stamattina ed è subito 1956

dell’insofferenza

Ho quell’età in cui la gente intorno a me si sposa fa figli.
Ultimamente mi sto interrogando molto su dove sia finito il mio istinto materno e se non ci sia per caso un coccodrillo sotto il letto che mi ha mangiato l’orologio biologico e ora va in giro ticchettando soddisfatto.

Essendo appunto in quest’età qua e iscritta a Facebook, la mia home è innondata da foto di bambini, pance incinte e torte di compleanno.

Sapete di cosa sto parlando.

E questo non mi incoraggia affatto a riprodurmi.

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