e la madonna

Comunque ogni tanto ci penso, al culo che ha avuto Maria di Nazaret, a rimanere incinta così, con lo Spirito Santo e l’arcangelo Gabriele, senza ‘sti pipponi che mi sto facendo io su fare figli sì fare figli no, e se poi gli succedette una disgrazia, e se poi stanno male di una malattia inguaribile (abbiamo già dato, preferiremmo evitare, grazie), e se poi sono una pessima madre, e se poi io e Il Russo iniziamo a tirarci i piatti, e se poi io e Il Russo iniziamo a tirarci i piatti come conseguenza dell’avere figli, e se poi sono infelice – che non ho nessuna voglia, io, di essere infelice, grazie tante -, e se poi divento una di quei genitori lobotomizzati che non sanno parlare d’altro che dei propri pargoli, e se poi essere madre non mi piace per niente, e se poi non faccio più sesso, e se poi mi ritrovo con tutto sulle spalle, e se poi… una roba così fastidiosa che quasi quasi mi faccio prescrivere la pillola, che tanto mi dimenticherei di prenderla, così almeno capiterebbe, TRAN!, senza scomodare l’Altissimo e tutti gli arcangeli in colonna.

decalogo di sopravvivenza

per orsi intrappolati, loro malgrado, in situazioni sociali obbligate

Purtroppo, ci sono casi in cui non possiamo restare a casa a fare la muffa né limitarci ad uscire con persone che riteniamo davvero interessanti.

Se ti tocca il matrimonio del cugino di terzo grado della moglie del cognato di tua suocera, ricorda:

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responsabilità e invidia

riuscirò mai a essere come Zorro?

 

Da un po’ di mesi ho uno studente.
L’altro giorno gli ho chiesto di che anno è:
PP: “Studente, di che anno sei? Millenovecento ottanta…”
S: “Novantuno!”

E’ finalmente successo: quel momento della vita di tutti noi in cui scopri che quelli della decade successiva non solo vanno alle superiori, non solo ora possono prendere la patente, non solo hanno iniziato a procreare (MATTI), ma hanno persino venticinque anni e stanno iniziando un dottorato perché hanno già finito l’università.

E ti ritrovi a dovergli spiegare cosa devono fare, come devono farlo, cosa non devono fare (importantissimo), e perché (quindi, devi ristudiare un pacco di roba).

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Itaca

di ritorni a casa, anche se “casa”, a questo punto, è un concetto piuttosto labile

La settimana scorsa son tornata nelle lande franciose.
Ho passato una decina di giorni a casa in Italia, che sono stati come sempre molto belli e molto dolorosi.
Come epilogo all’odissea stagionale, il ritorno a Itaca non è stato scevro di imprevisti.

Questa volta, come la precedente, torno in treno. Mi dico che è per via dei bagagli, ma sappiamo tutti che è una pietosa balla.
Ma comunque.

Il treno per l’oltralpe parte a metà mattina, quindi alle 8 e cinquanta sono sul regionale che mi porterà, con calma, alla Stazione Internazionale. Ma tanto chemmifrega, ci ho Autorità di VanderMeer.

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the more I see the less I know (I say HEEEEEEEEY)

Cose sparse che imparo mentre sono presa a fare tetris di impegni e a tenere sotto controllo un disagio esistenziale sottocutaneo

Qua, anche se stiamo tutti bene, il clima è un po’ pesante. La gente non parla d’altro che degli attentati (tranne a lavoro, dove pare che tutto sia bellissimo e perfettissimo, non ho ancora capito se è per limitare l’ansia, per professionalità o perché gli scambi sociali tra francesi che non si conoscono bene debbano essere superficiali), anche se comunque il clima di psicosi collettiva è largamente più controllato che non in Italia.

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Dieci cose che fanno incazzare l’italiano all’estero

pare che un blog non sia tale senza un “dieci cose che”, per cui togliamoci il dente

Ieri ho avuto l’ennesima discussione pseudo-politica con un francese, durante la quale ho ripetuto per l’ennesima volta le stesse cose riguardo la società italiana.
Sempre le stesse, sono sempre le stesse.
All’inizio che ero qua non capivo gli sbuffi della mia collega italiana in risposta a queste osservazioni sempre uguali, ora so che dietro quello sbuffare si nasconde il desiderio di ribaltare tavoli urlando.
Io non sbuffo perché sono sabauda, ma sorrido, alzo sopracciglia e invoco silenziosamente l’arrivo dei Cavalieri dell’Apocalisse.

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