Impressioni di un dicembre estivo – Brasile vol. III

occristiddio dove sono finita – lo shock culturale

[NOTA: la mia idea era quella di scrivere come una disperata tutto il weekend – di tre settimane fa – e poi programmare un post al giorno in modo da riuscire a procedere velocemente con questo resoconto di viaggio a puntante (pregasi inserire qua risate preregistrate). Ovviamente non è andata così. Prima mi sono successe un paio di disgrazie minori di cui parlerò presumibilmente nel febbraio 2017, se continuo di questo passo, e quindi sono rientrata in Italia per le vacanze di Natale, dove mi sono diligentemente applicata nel procurarmi un’overdose di Pan di stelle. Comunque. Procediamo.]

Il mio primo impatto con il Brasile, se escludiamo l’aeroporto di Saõ Paulo dove la cosa più brasiliana in cui sono incappata era un marmocchietto che urlava “Naõ! Naõ! Naõ!”, è stata la strada percorsa dall’aeroporto di Maceió per arrivare in città.
Ho passato tre quarti d’ora sul sedile posteriore di un taxi privato ad appiccicarmi le cosce sui sedili in similpelle e a guardare il mondo da un oblò fuori con due occhi così O.O

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